La lunga notte di Giacobbe

Il messaggio di Cristo nel mio sogno di bellezza

CAMMINATORI

Un progetto per i ragazzi

 

INTRODUZIONE

“Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?” (Lc 24,32) “Ardore e passione evangelica che generano l’ardore e la passione per Gesù. Memoria che possa risvegliare e rinnovare in noi la capacità di sognare e sperare. Perché sappiamo che i nostri giovani saranno capaci di profezia e di visione nella misura in cui noi, ormai adulti o anziani, siamo capaci di sognare e così contagiare e condividere i sogni e le speranze che portiamo nel cuore.” (Sinodo dei vescovi 2018)

Io sono un’inguaribile sognatrice. Riflettendo sulle parole di papa Francesco mi sono chiesta: cos’è il sogno? E oggi, qual è il suo valore nella vita dei nostri ragazzi?

 

Affondare lo sguardo nel display del proprio telefonino ormai è diventata una consuetudine per tutti. Per un ragazzo, che quotidianamente si lascia assorbire dalla rete, un bisogno primario: il mondo del web è la sua cameretta, e gli influencer i poster dei modelli da imitare. Spesso, quel mondo surreale che crede “amico” cattura la sua attenzione generando dipendenza e rendendolo, di conseguenza, incapace di fare discernimento. In queste condizioni, come potrà scoprire il sogno che l’amore di Dio ha messo nel suo cuore? E sarà difficile capire il proprio talento e quindi la strada da percorrere per la realizzazione del suo desiderio di bellezza. Il sogno rimarrà esiliato nell’oblio dei suoi desideri irrealizzati, causa della tristezza che caratterizza l’uomo maturo che ha passato la vita a guardare, attraverso uno schermo, la vita degli altri, ed è rimasto impigliato nell’inattività del suo microcosmo.

Ridestare il sogno e lasciarlo brillare affinché faccia luce sullo scopo della nostra vita, oggi è di primaria importanza, e noi adulti dobbiamo aiutare i nostri ragazzi a perseguire questo obiettivo.

Papa Francesco:
«…non sempre diamo loro gli strumenti affinché il loro orizzonte non si esaurisca dietro l’angolo, perché molte volte non siamo capaci di entusiasmarli con orizzonti più ampi che facciano loro apprezzare quello che hanno ricevuto e che devono trasmettere. Perché molte volte non abbiamo saputo farli sognare» (La bellezza educherà il mondo 47).

È la passione a spingere i nostri passi verso la realizzazione del nostro sogno, la speranza il suo nutrimento, lo Spirito Santo la garanzia del suo compimento.
La passione è quell’elemento essenziale che induce al cammino, l’origine di ogni nuovo inizio per chi è alla ricerca del senso della vita. Lo scopo del progetto dei “Camminatori” è principalmente quello di indurre il giovane al cammino.
C’è una strada maestra che aspetta di essere percorsa, per ognuno di noi, e porta al pieno compimento del progetto d’amore che Dio ha per le sue creature.

Nella mia esperienza di catechista di un corso di cresima, ho potuto constatare come i ragazzi hanno bisogno, oggi più che mai, di uscire dalle mura della parrocchia. Nonostante la mia narrazione molto appassionata della parola di Dio, riuscivo a malapena a catturare la loro attenzione. Spesso li vedevo distratti. Lo sapevo: la loro mente era rivolta al cellulare infilato nella tasca dei loro jeans. Che frustrazione, mi sembrava una partita persa! Al secondo anno di corso, pensai di cambiare approccio. Con l’aiuto prezioso di due mie amiche catechiste, Daniela e Gabriella, spostai gli incontri a casa mia. Pizza, lasagne a forno o biscotti: vedevo finalmente i ragazzi animarsi ed eseguire, con eccessivo entusiasmo, le ricette che avevo loro proposto. Intanto parlavo dell’amore di Dio e dell’importanza del sogno nella nostra vita. Fu in quelle occasioni che scoprii che i ragazzi facevano fatica ad individuare il loro sogno, e spesso la loro ricerca si concludeva con un’alzata di spalle.
Non avevo raggiunto l’obiettivo che mi ero proposta, ma già era qualcosa.
In quel periodo ero interessata al cammino di Santiago di Compostela. Mi affascinava l’idea di prendere uno zaino con poche cose essenziali e percorrere tutti quei chilometri a piedi. Ogni anno migliaia di pellegrini, di varia nazionalità, credenti e non, per un mese lasciavano tutto e si mettevano in cammino. Perché, mi chiedevo, la gente è spinta a fare ciò? Presto intuii che la risposta stava nell’azione del camminare.
Eravamo all’inizio del terzo anno di corso e sentii l’urgenza di tentare quel nuovo approccio.
Non è mai troppo tardi! Ci mettemmo in cammino e tutto cambiò.
Ho verificato in prima persona come il cammino mette i ragazzi nelle condizioni di riflettere. Distaccati dalle voci degli influencer, scoprono che c’è un mondo bello davanti ai loro occhi. Scoprono la bellezza di avere dei compagni di viaggio, sentirne il respiro e percepirne le emozioni. E si ridesta anche la voglia di tornare a giocare! Ridono di gusto e si divertono. Finalmente liberi dal chiacchiericcio del mondo, riescono a dare spazio alle proprie idee, che sono sempre originali, e solo alla fine della giornata si ricordano del cellulare.
Quell’ultimo anno fu memorabile per l’esperienza vissuta. Nel ritiro conclusivo, noi catechiste di quell’unico corso di cresima della parrocchia di Marineo, raccogliemmo i frutti del nostro lavoro.

Penso che questo metodo educativo possa essere efficace per aiutare i nostri ragazzi a scoprire il loro sogno di bellezza, cosa essenziale per un individuo che cerca di affermare la propria personalità.
Il progetto che voglio proporre ha lo scopo di creare le condizioni perché ciò avvenga.
In tutto questo ci aiuta lo Spirito Santo, che con la fede ci spinge verso mete che credevamo impossibili da raggiungere, per la realizzazione del nostro sogno personale, che scopriremo è anche il Sogno di Dio.
I SOGNI PIU’ ARDITI CREANO LE STORIE IMMORTALI!

ATTIVITA’ DEI CAMMINATORI

Il cammino inizia a 6 anni, con l’ingresso dei giovani alla scuola primaria.
I PICAM   (piccoli camminatori – fascia 6/9 anni) in gruppi di 10, sono assistiti dagli animatori adulti;
essendo la natura dei camminatori essenzialmente francescana, i piccoli cammini devono essere fatti in mezzo alla natura. Il cammino spirituale prevede un itinerario alla scoperta di Gesù come amico del cuore.

GICAM  (giovani camminatori – fascia 10/13 anni) Gruppi non superiore a 12 elementi, guidati da un animatore più due assistenti. I cammini dei GICAM si articoleranno, preferibilmente, tra un santuario ed un altro. L’itinerario di fede dei GICAM maturerà l’amicizia con Gesù.

CAMMINATORE  (fascia 14 anni in poi) in gruppi variabili, sono accompagnati da un animatore. I camminatori si avventureranno in cammini più o meno lunghi. I loro percorsi saranno le vie francigene, la via lauretana, in preparazione del grande cammino: quello di Santiago di Compostela.

Per i camminatori è necessario avere una sede. Gli incontri settimanali devono essere tenuti in laboratori artistici – artigianali dove i ragazzi avranno la possibilità di eseguire lavori manuali, allo scopo di stimolare la creatività, parente stretto della bellezza.

I camminatori hanno un itinerario di fede da intraprendere e portare a compimento. Importante per loro sarà il dialogo con l’Amico Gesù. Aiutare a sviluppare questo dialogo interiore sarà compito degli animatori che accompagneranno i ragazzi in momenti di preghiera con a centro l’Eucaristica.
Il loro itinerario di fede ha un obiettivo: la scoperta del proprio sogno di bellezza, con l’aiuto dello Spirito Santo.

CAMMINO IN SOLITARIO:
Prima di diventare CAMMINATORE, il/la ragazzo/ragazza dovrà affrontare un cammino in solitario che metterà alla prova la sua maturità di futuro camminatore: un breve percorso in mezzo alla natura con una meta prestabilita. Anche questa attività, che coinvolgerà non più di tre ragazzi per volta, con percorsi differenti ma con la medesima meta, sarà assistita dagli animatori. Ritrovarsi per passare la notte a vegliare per approfondire il tema della bellezza e la sua importanza nella vita di una persona, deve essere ritenuto un momento importante per gli animatori, i quali si prodigheranno nell’organizzazione.

DIARIO DEL CAMMINO:
Ogni camminatore dovrà tenere un diario. Esso sarà il custode dei suoi delle esperienze vissute durante i suoi cammini.

I colori che ho scelto per i camminatori sono: l’AZZURRO del cielo e il VERDE dei prati e dei boschi. Aggiungo l’ARANCIONE che mi ricorda il calore umano.

Il simbolo: un paio di ORME di SCARPONI

Il Santo protettore:  il beato CARLO ACUTIS

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